Entro pochi giorni dal momento in cui Giove è tornato in moto diretto la scorsa settimana, il mondo intero ha potuto vedere le scene in cui la gente di Bagdad liberata abbatteva la statua di Saddam, circondata dalle truppe alleate vittoriose. Oramai gli esponenti dellex regime iracheno erano dati per morti o fuggiti, e il problema del caos generalizzato e dei saccheggi è diventato più importante della guerra stessa. Nel frattempo, a Washington diversi consiglieri vicini al presidente americano iniziavano a lanciare avvertimenti verso gli altri regimi indicando lIraq come esempio.
Giove, il pianeta che simboleggia la buona fortuna, lopportunità e il successo, era in primissimo piano la scorsa settimana a causa della sua esatta connessione con gli oroscopi di Bush e degli USA. Come anticipato nel numero del 22/3 (vedi l’articolo in archivio) il punto di svolta nel transito del pianeta multicolore ha segnato anche un puno di svolta importante e favorevole nei confronti del ruolo americano, dato che coincide con lAscendente del presidente ed è in quadrato a quello degli Stati Uniti. Il fatto che sia Bush che il paese intero siano interessati direttamente dal transito di Giove significa che il suo influsso interessa entrambi: lottanta percento della popolazione americana hanno gradito la veloce azione di polizia e la deposizione di Saddam. Le stesse manifesrazioni di protesta si sono affievolite e hanno perso gli onori della ribalta.
Bisogna però stare in guardia comunque: il lato negativo degli influssio gioviali è nella tendenza a diventare arroganti o troppo sicuri di sé. Nelle Carte natali di Bush e degli USA troviamo indicazioni che suggeriscono la possibilità di nuovi conflitti già entro il prossimo anno. Il fatto che tali indicazioni siano in entrambe le Carte natali sottolinea la possibilità che un altro regime difficile si trovi sulla lista nera del Pentagono. Ci attendiamo notizie riguardanti altri stati canaglia che proteggono i terroristi o che producono armi di distruzione di massa su cui intervenire militarmente. I primi candidati sarebbero la Corea del Nord, lIran e la Siria.