Venere spara

di Rishi Giovanni Gatti, 29 luglio 2001

Durante il tragico evento del 20 luglio, la configurazione a Yod che coinvolgeva l’Asteroide Chirone e il Pianeta Urano opposti alla luna nuova ai 25 gradi del Cancro, andava a colpire esattamente il Pianeta Marte della vittima, il giovane Carlo Giuliani, facendolo “passare alla Storia” come primo deceduto in seguito agli scontri tra Forze dell’ordine e manifestanti “arrabbiati” nel contesto delle proteste anti-globalizzazione che dal novembre 1999 si ripetono puntuali in occasione di ogni incontro internazionale dei vertici del potere mondiale.

Marte è considerato il simbolo dell’aggressività e del coraggio, e la sua posizione per segno e casa descrive in quale modo e in quale àmbito la sua azione viene vissuta dal nativo che lo incarna. È il Pianeta Venere che dovrebbe funzionare da agente equilibrante, e indicare nell’Oroscopo di nascita quali metodi e quali esperienze possono aiutare a recuperare le energie spese seguendo gli istinti marziali. La relazione che si instaura tra i due simboli di Venere e di Marte in ogni Oroscopo descrive quindi il modo complessivo con cui la persona è capace di governare, nella sua vita, l’alternarsi di azione e di riposo, di esercizio del coraggio e di semplice esperienza della tranquillità. Nel caso di Carlo Giuliani, i due pianeti si trovano in segni non particolarmente “consoni” al loro ruolo: Venere è in Ariete, e invita all’azione, alla lotta, per raggiungere il riposo; Marte è nel Cancro, e spinge verso l’interiorità il bisogno naturale di agire e di combattere. Il nativo ha cercato, nella sua breve esistenza, di vivere al meglio il paradosso intrinseco di questa difficile configurazione, e i fatti biografici testimoniano ampiamente tale difficoltà: piccoli precedenti giudiziari, l’impegno nei settori più “a rischio” della società, la fiducia nella Rivoluzione, negli ideali coraggiosi e anche violenti di chi vuole cambiare le cose, mosso magari da un senso di ingiustizia nel vedere la sofferenza del mondo continuare a svolgersi sotto ai propri inermi occhi. Le circostanze e le scelte individuali lo hanno portato a confrontarsi definitivamente con queste problematiche incontrando la morte di fronte a una pallottola sparata inavvertitamente da un altro giovane come lui, un ragazzo nato a Catanzaro il 13 agosto del 1980, alle ore 11:40. Il suo nome è Mario Placanica.

Il Carabiniere di leva, addestrato all’uso dei dispositivi lacrimogeni, era di servizio durante la giornata del 20 luglio ed era stato sottoposto, insieme ai suoi colleghi, ad un micidiale attacco da parte di alcuni manifestanti. Intossicato dai fumi dei gas da lui stesso utilizzati, colpito più volte e ferito, viene colto da un improvviso attacco di panico e non riesce a far di meglio che a difendersi estraendo la pistola e facendo inavvertitamente fuoco davanti a sé.

Perché?

L’obiettivo dell’Astrologo qui non è certo quello di risolvere il Mistero della vita, ma quanto meno quello di entrarci concretamente, utilizzando la simbologia delle Stelle come chiave per la comprensione di quelle forze che si agitano dentro di noi e che troppo spesso ci rendono vittime, meri spettatori di una danza condotta da altri, e non invece attori vivi e consapevoli del proprio ruolo esistenziale.

Mario Placanica nasce nel Segno orgoglioso e volitivo del Leone, e la sua energia dovrebbe tendere ad esprimersi in modo onesto e gentile (Ascendente in Bilancia), mossa da un istinto di “servizio” che lo avvicina alle realtà in cui c’è bisogno di duro lavoro, dedizione e capacità di sacrificio (Luna in Vergine). Si tratta dunque di un uomo d’azione, che indaga dentro se stesso quali siano i modi migliori per non diventare una vittima delle imposizioni che la società in cui è nato gli propone (Urano in Casa Prima, l’ego, dinamicamente confrontato con il Sole in Decima, la reputazione). Ma il suo agire è fatalisticamente attratto dalle situazioni più pericolose e difficili, dove è impossibile sopravvivere se non si trova un compromesso interiore e si “cambia” il proprio modo di pensare. Il Pianeta Marte è infatti strettissimamente congiunto al Pianeta Plutone, nel Segno diplomatico della Bilancia, e l’energia che essi simboleggiano è nascosta nella casa più fraintesa e complicata dell’Oroscopo, la Dodicesima, dove i fatti della vita spesso ci portano di fronte alla immane grandezza e pesantezza del mistero del Vuoto, del Nonsenso, dell’Imperscrutabile, dove tutte le risposte faticosamente elaborate dai filosofi nei secoli crollano miseramente, e l’Uomo si scopre solo di fronte all’Infinito.

Ma perché Mario Placanica ha premuto il grilletto? Che cosa lo ha spinto, o lo ha costretto, ad uccidere, sia pure involontariamente? Non lo sapremo mai esattamente. Una risposta possibile deriva dal ruolo simbolico svolto nella sua Carta natale da Venere. Il Pianeta della Pace è “intercettato” nel Segno del Cancro, nella Nona Casa della Giustizia e degli Ideali personali. Il giovane sa che per recuperare un senso di pace e di armonia con le regole del mondo deve ricorrere ai metodi e alle strategie del Cancro, e cioè rispettare il suo bisogno di riservatezza emotiva, di sicurezza affettiva, di stabilità interiore. Purtroppo il pianeta si trova in un terribile isolamento: insieme al Pianeta Mercurio è l’unico che non è collegato agli altri punti sensibili del suo Oroscopo. Diventa dunque un simbolo estremamente importante, e va integrato consapevolmente nella propria psicologia, altrimenti i suoi bisogni vengono repressi e negati, nel corso del vivere quotidiano, e si nascondono nell’Inconscio, pronti ad erompere in senso negativo e autodistruttivo.

È proprio quello che è successo nei confronti di Carlo Giuliani, la cui Venere in Ariete dà estremamente fastidio alla Venere in Cancro di Mario Placanica. L’aspetto è particolarmente preciso e fatale, dato che coinvolge insieme i Nodi lunari, connotando la vicenda anche da un punto di vista prettamente “karmico”, e cioè della ripetizione di quegli errori ancestrali che perseguitano chi non vuole finalmente prendersi la responsabilità delle proprie azioni.

Sono notevoli anche altri contatti, tra le due Carte. Ad esempio, sia il Sole in Leone che la coppia Marte/Plutone in Bilancia di Mario si oppongono contemporaneamente al Sole in Pesci di Carlo, tracciando di nuovo una emblematica configurazione a Yod che abbiamo visto essere così fatale per la vita del giovane genovese.

Ma probabilmente la coincidenza più drammatica è da ricercarsi nella progressione astrologica della Carta natale di Mario Placanica. Se calcoliamo le Progressioni Secondarie e le Direzioni Solari per il giorno 20 di luglio, accade che il Pianeta Venere assume l’identica configurazione al 26° grado del Cancro. Si tratta di un evento assolutamente improbabile: è molto raro, infatti, che la posizione di progressione secondaria di un pianeta coincida così precisamente con la posizione di direzione solare del pianeta stesso. Calata nella relazione con la Carta di Carlo Giuliani, questa coincidenza agli stessi gradi zodiacali del Cancro crea un collegamento con la luna nuova di transito e con il Pianeta Marte di nascita, ad intensificare la carica fatale della configurazione a Yod illustrata nell’articolo precedente. Questa micidiale configurazione planetaria ha trovato nella mano del Carabiniere coinvolto nello sparo il veicolo karmico per porre fine ad un passato che era diventato troppo pesante, probabilmente per entrambi. La simbologia della luna nuova, di un “nuovo inizio”, vede l’attivista anti-globalizzazione cadere vittima, nel ruolo di colui che ha concluso la sua attuale esperienza terrena e ha dato inizio ad una nuova esperienza, quella del suo involontario “carnefice”, che si trova, dall’istante successivo al colpo, a doversi confrontare con un recupero emozionale ed una vita dinanzi a sé tutt’altro che semplici.

Come intervenire, allora, in supporto al giovane Carabiniere? Non è questa la sede per indicare una linea di sviluppo esistenziale che sia di incoraggiamento e di terapia, sebbene ciò sia facilmente possibile grazie al sistema di comprensione potente ed efficace che l’Astrologia rappresenta. Vogliamo però comunque lasciare una traccia, una indicazione, valida per tutti i lettori, magari come semplice fonte di ispirazione e di conforto:

«Un aeroplano naviga, in alto nel cielo terso».

È il simbolo sabiano racchiuso nel 27° grado della Bilancia (l’Ascendente di Mario Placanica). La spiegazione che ne dà il Maestro Dane Rudhyar nel suo immortale An Astrological Mandala così recita: «Una consapevolezza capace di trascendere i conflitti e le pressioni della vita personale».

È l’augurio che facciamo a tutti coloro che si sentono coinvolti da questa tragedia umana, nella speranza che lo sviluppo di una nuova consapevolezza, capace di distaccarsi dalle lotte meramente terrene o ideologiche, possa avvenire serenamente, proprio come quell’aereo che in alto del cielo, ignaro del trambusto che scorre sotto di sé, procede lento e inarrestabile verso la sua pacifica mèta.

progressioni di Mario Placanica


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