In questo articolo intendo celebrare l’ingresso del Pianeta Saturno nel Segno dei Gemelli, avvenuto circa quattro minuti dopo la mezzanotte del 21 aprile 2001.

Il Pianeta rimarrà nel Segno dei Gemelli fino al 4 giugno del 2003, quando entrerà definitivamente nel Segno del Cancro.

entrata definitiva di Saturno in Gemelli, 2001

Benvenuti nel "mondo dei grandi"

di Rishi Giovanni Gatti, 21 aprile 2001

Saturno, Signore del Tempo, è il simbolo che rappresenta quella parte della nostra psicologia che concerne il senso della responsabilità, della concretezza, del limite. È quella forza interiore che consente di raggiungere degli obiettivi, cioè quel meccanismo interiore che costruisce la disciplina, la capacità di operare concretamente giorno per giorno, passo dopo passo, ottenendo dei risultati, dei cambiamenti, il successo.

Se è vero che bisogna farsi amici tutti i Pianeti, l’amicizia di Saturno è la più preziosa, ed è anche quella più impegnativa da coltivare. Grazie all’amicizia di Saturno, il corpo si mantiene in buona salute, la mente è più chiara e più vigile, le speranze per il futuro diventano delle certezze, gli accidenti e le disgrazie sono prevenuti, previsti ed evitati. In più, grazie al supporto di Saturno, e cioè se il Pianeta nell’ambito della propria Carta natale è ben vissuto, è più facile vivere incontri e sincronicità che aiutano nella comprensione della vita, e soprattutto nel compiere le decisioni giuste al momento giusto.

Ma troppo spesso l’importanza dell’amicizia di Saturno viene sottovalutata. Molti di noi non se ne curano, dimenticano le regole da seguire, conducono una vita che diventa casuale ed occasionaria, non rispettano una routine quotidiana ma proseguono incoscientemente nell’agire imprudente e rivoluzionario di chi si sente fin troppo sicuro di sé, anche se il Sé non è stato ancora scoperto autenticamente.

E allora, in questi casi, il volto austero e difficile della vita si presenta regolarmente, e il transito del Pianeta delle disgrazie, Saturno, si fa sentire tragicamente e diventa eccessivamente punitivo anche per il più innocente di noi. Vediamo come nel libro La Grandezza di Saturno, l’autore Robert E. Svoboda, un medico ayurvedico, riporta la descrizione del Pianeta nell’ambito del mito terapeutico dello Shani Mahatmya:

Il Re Vikramaditya, per evitare ogni litigio, chiese silenzio e disse: «Ora parlatemi del settimo pianeta».

L’alto, scuro e magro settimo pundita, il cui vestito e le cui maniere proiettavano tutta la sua naura tradizionalistica e conservativa, era il ritratto autentico della disciplinata autorevolezza. Parlò tenendo gli occhi leggermente bassi, con un’ombra di raucedine nella voce. Le sue parole riverberavano attraverso le pareti di marmo del palazzo, come il grido di un corvo lontano rimbalza lungo le superfici di un ghiacciaio.

«O re — iniziò. — Saturno è il più terrificante tra i pianeti. Tutti gli esseri lo temono, perché governa lutti e sfortune. Se accontentato, può donarvi un regno, ma se adirato vi toglie tutto in un momento. La sua grazia vi rende felici, la sua condanna vi rovina così completamente, da far dimenticare il vostro nome nel mondo degli uomini. Saturno determina la durata della vita e la morte, poiché è il Signore del Tempo. Le ambizioni dei re sono grandi, ma le loro vite sono incerte. Tutti i re che hanno governato sulla Terra con tutta la loro potenza sono stati ridotti dal Tempo a semplici favole che altri raccontano. Anche il Re Indra e tutti gli dei temono la vicinanza di Saturno, perché in tutte le epoche molte migliaia di Indra sono stati sconfitti dalla forza del Tempo.

«Il Signore Saturno è alto, nero, dalle lunghe gambe, ed emaciato, dagli occhi rosso/castani, grandi denti ed unghie, vene prominenti, uno stomaco contratto, una lunga barba, ingarbugliata, ed una profusa, rozza peluria lungo il corpo. È zoppo, i suoi arti sono rigidi; la sua costituzione è Vata. Fortemente severo, è di autorità crudele, il suo sguardo, sempre rivolto in basso, è totalmente terrificante. È un Intoccabile; alcuni lo chiamano rinnegato. Il suo metallo è il ferro, la sua gemma lo zaffiro blu.

«Signore delle cavità e dei nervi, dell’Ovest, del Sabato, e delle costellazioni Capricorno e Acquario, è anche conosciuto come il Lento, il Figlio dell’Ombra, l’Angolare, il Nero, il Senza-fine, Colui che Tutto Termina, Colui che Tutto Divora, lo Stabile, il Controllore, l’Affamato, l’Emaciato.

«Saturno è il figlio del Sole e di Chaya, l’ombra di sua moglie. Al momento della nascita, il suo sguardo cadde su suo padre, causandogli la vitiligine; il suo sguardo cadde allora sul conduttore della carrozza solare, che precipitò a terra, rompendosi una gamba; e quando il suo sguardo si alzò ed andò ai sette cavalli della carrozza solare, essi divennero immediatamente tutti ciechi. Il Sole tentò ogni sorta di rimedio per guarire quei mali, ma nulla funzionò. Fu solo quando Saturno levò lo sguardo che la pelle del Sole si schiarì, il femore del conduttore guarì, e i cavalli recuperarono la vista.

«Sebbene Saturno divenne un pianeta solo dopo aver fatto penitenza in Benares e dopo aver propiziato il Signore Shiva, non risparmiò affatto il suo benefattore. Quando nacque il figlio di Shiva, Ganesh, sua madre Parvati volle mostrare il bambino a Saturno. Saturno La avvisò educatamente di non farlo, ma quando Lei insistette, egli sbirciò riluttante il bimbo, con un occhio solo. Immediatamente la testa di Ganesh fu ridotta in cenere. Per impedire che la rabbia di Parvati potesse distruggere l’Universo, il Signore Visnù volò verso nord sulla sua aquila Garuda, e trovato un elefante maschio esausto dopo l’accoppiamento con la sua compagna, gli tagliò la testa, la portò con sé e la impiantò con successo sul corpo di Ganesh.

«Se speri di impedire che Saturno strazi la tua vita, dato che ne ha straziate così tante, fai offerte regolari di semi di sesamo nero, olio di sesamo, e zucchero, ogni Sabato ad una immagine in ferro di quel pianeta; inoltre, fai donazioni di sesamo e ferro ai bisognosi ogni Sabato. Io affermo la mia sincera obbedienza a quel Signor Saturno, il cui colore è quello del puro collirio, il quale è il figlio del Sole e dell’Ombra, e che è il fratello di Yama, il dio della correttezza e della morte».

Saturno

Il Pianeta Saturno impiega circa ventinove anni e nove mesi per compiere il giro completo dell’eclittica, marcando perciò due punti fondamentali nella vita delle persone: i ventinove/trenta anni e i cinquantotto/cinquantanove anni. Si tratta dei due Ritorni di Saturno, due periodi che la quasi totalità di noi riesce a sperimentare nel corso della sua esistenza.

Il primo ritorno, quello attorno ai ventinove/trenta anni, marca il passaggio all’età adulta, da un punto di vista puramente psicologico. Nei due anni precedenti, il Ritorno della Luna Progressa aveva maturato completamente il corpo, che termina il suo sviluppo fisiologico attorno ai ventotto anni, ora è Saturno, l’ultimo dei pianeti visibili, il più lontano (in contrasto con la Luna che è il pianeta più vicino), ad occuparsi della maturità “mentale”. In questa fase, l’essere umano fronteggia un periodo di circa un anno in cui si trova a dover compiere delle scelte, e per la prima volta nella vita si accorge che queste scelte particolari dipendono solo da se stessi e non dai genitori, dalla società, dalle convenzioni.

Spesso si tratta di scelte professionali, e cioè di un cambiamento nella carriera, nella richiesta di un trasferimento, o di un vero e proprio passaggio ad un altro mestiere, magari solo per guadagnare più soldi, ma nei tipi più evoluti è per trovare una maggiore soddisfazione personale, o forse addirittura esistenziale, in cui domande interiori e pressanti che da tempo stazionavano inascoltate nella mente ora trovano forza per asserirsi e per richiedere delle risposte concrete.

Altre volte il primo ritorno coincide con il matrimonio, o con la nascita di un figlio, o con l’incontro con l’anima gemella, o con un’esperienza di liberazione tanto agognata e per cui si ha tanto lavorato. Altre volte ancora, finalmente, durante il ritorno di Saturno si arriva alla Laurea, si conclude cioè un percorso iniziato magari casualmente ai vent’anni e poi disperso e procrastinato da altri passaggi interiori più importanti (ad esempio la congiunzione Plutone/Nettuno dei venticinque anni, vedi l’articolo collegato). Ora la Laurea è diventata un momento importante per la vita del soggetto, cosa che non lo è stato per chi si è laureato più giovane e si trova a dare quel particolare significato saturnino di responsabilità e concretezza ad altri avvenimenti non collegati con lo studio e le applicazioni accademiche.

Nessuna delle modalità illustrate precedentemente ha una minore o maggiore dignità. Quello che conta, che è importante, è la qualità mentale con cui si affronta il periodo del primo ritorno di Saturno. Soprattutto, essendo il Pianeta il simbolo di ciò che costruisce, che consolida, che raggiunge uno scopo, è importante non perdere l’occasione del transito e fare comunque qualcosa di concreto, qualsiasi cosa essa sia. Un viaggio, un libro, un amore. Tutto può andare bene, a patto che si dia spazio alla creatività personale e si realizzi qualcosa di cui si possa andare fieri in futuro, che sia piacevole ricordare, che si possa toccare con mano.

L’invito a tutti coloro che leggeranno queste righe e che sono attorno ai loro ventinove anni di vita è quello di guardarsi intorno e dentro, e di scoprire che cosa vi manca e di crearlo, con le proprie mani, in questo stesso istante, senza rimandare, mettendo tutta la fiducia che si è capaci di produrre in se stessi, nel proprio fare, nell’agire, nel decidere, nel portare a compimento.

Passando il periodo in modo vuoto e inconsapevole, ci si crea le basi per vivere i successivi trent’anni nel vuoto e nell’inconsapevolezza, avendo perso l’occasione e l’entusiasmo, avendo guadagnato solo tristezza e sconforto, quelle qualità tipiche di chi riconosce che ora può solo accontentarsi e non ha più la forza e l’intuizione dell’iniziativa, del coraggio di sfidare coraggiosamente il mondo per diventare veramente adulto.

Il secondo ritorno di Saturno è quello dei cinquantotto/cinquantanove anni. Spesso, è il momento scelto per morire. Quando sentiamo della morte di qualcuno e ci chiediamo l’età del decesso, quando sentiamo risponderci 58, o 59, stiamo attenti a quale campanello suona dentro di noi. Difficilmente questa età è collegata a un incidente, o a una tragedia, come può essere una morte ad un’altra età inferiore. La morte del secondo ritorno di Saturno è un “mollare”, un decidere di non voler più combattere la battaglia della vita. Un uscire di scena mesto, silenzioso, isolato. O per lo meno così è percepito nella consapevolezza collettiva, fateci caso.

Invece il secondo ritorno può essere un nuovo inizio: dopo trent’anni di età adulta, di carriera, di comando, di decisioni, si comincia a dare spazio mentalmente ad un altro ruolo, più distaccato ma non meno importante. All’insegnamento. Ad accostarsi ai giovani con una mentalità diversa, più disponibile a condividere consigli ed esperienze, e a non schernirsi dietro alla riservatezza dei propri trucchi e segreti che sono serviti fino ad allora. È il momento di “passare il testimone”, cioè di prepararsi per i prossimi anni a contare sempre di meno nelle cose mondane e a pensare sempre di più a ciò che viene dopo, alla morte, alla riflessione sull’esistenza, sul passaggio successivo, quello del terzo ritorno, che pochi vivono, in cui si concentrano tanti altri momenti planetari importanti (il ritorno di Urano, la quadratura del Sole Progresso e di tutti i Pianeti Diretti, eccetera), e in cui si entra nell’immortalità, che non è la vita eterna ma è una condizione psicologica in cui da vegliardi si è considerati dal proprio cerchio di conoscenze come un vero e proprio dio da guardare con rispetto e riverenza.

Ma di questo avremo tempo di parlare tra sessanta anni, per adesso abbiamo tante cose da fare che è meglio non mettere il carro davanti ai buoi ma salutare il Pianeta Saturno per quello che vuole dirci adesso nel suo transito del momento.


L'immagine di Saturno (di Rhonda Rose) è tratta dal libro di Robert E. Svoboda, The Greatness of Saturn, Sadhana publications, 1997, ISBN 1-57178-032-7.