IL GIOCO DEGLI
OPPOSTI NELL'ETÀ
DELL'ACQUARIO

di Mita Bacchetti Sweetman
da RE NUDO #4




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

QUALCHE GIORNO FA, parlando con un’amica, mi sono ritrovata a descrivere la crescente sensazione che provo in questi ultimi tempi paragonandomi a un bicchiere di cristallo sottoposto a una forte vibrazione. In seguito, sono venuta a sapere da fonti scientifiche che negli ultimi anni la frequenza vibrazionale del nostro pianeta si è intensificata considerevolmente... Benvenuti nell’Era dell’Acquario!

Ricordo che durante un corso di Polarity Therapy che ho frequentato a New York negli anni ’80, l’insegnante ci aveva portato in metropolitana a fare un tragitto particolarmente rumoroso e sballottante. Il suo scopo era quello di farci vivere direttamente l’esperienza di come tutto diventi assai faticoso e doloroso quando si oppone resistenza, in quel caso al rumore e al movimento, e di vedere che se ci si lascia andare e si accetta ciò che è, tutto diventa più sopportabile, se non divertente. 

Io mi auguro che nei prossimi duemila anni, tanto è la durata di un’era astrologica, la Terra non diventi come quel tratto di metropolitana newyorkese, ma ciò che certamente accadrà saranno delle modificazioni nella nostra percezione dello spazio e del tempo e si apriranno delle porte verso l’avvento di una nuova dimensione. Quindi allacciate le cinture di sicurezza, lasciatevi andare, e godetevi il viaggio.
 
Le ere astrologiche

Tutti hanno sentito parlare della “New Age”, la Nuova Era, e qualcuno forse pensa che sia un fenomeno che sta già passando di moda. Astrologicamente non è così. La nuova era, l’Era dell’Acquario, è appena cominciata, e le sue tematiche ci accompagneranno per ben duemila anni.

Le ere astrologiche prendono il nome dalla costellazione che ospita il punto dell’equinozio di primavera e, data la durata nel tempo, il passaggio da un’era all’altra non può essere stabilito in un momento preciso. Sarebbe come voler determinare con esattezza l’inizio e la fine di un’enorme onda nell’oceano ma impiega circa trecento anni, periodo in cui le qualità positive e negative delle due ere si sovrappongono e si alternano. Ora, siamo agli sgoccioli dell’Era dei Pesci, e quella dell’Acquario si sta manifestando sempre di più.

I simboli che hanno “condotto l’orchestra” nell’era che sta volgendo al termine sono quelli dei Pesci e del suo governatore Nettuno, e cioè amore trascendente, misticismo, sacrificio, martirio, meditazione, Dio con la D maiuscola, compassione, devozione... legati ai relativi aspetti negativi come la sofferenza, la fuga dalla realtà, la disillusione... o al fanatismo (un’altra delle espressioni negative di Nettuno), e ben conosciamo, purtroppo, gli orrori e le stragi che sono state (e ancora sono) perpetrate nel nome di Dio negli ultimi secoli. Io sono convinta che il fanatismo e l’integralismo religiosi (e anche la politica è spesso una religione) stiano battendo gli ultimi colpi di coda, per lasciare sempre più spazio alla tolleranza acquariana.

Ogni segno zodiacale, sia per quel che riguarda le ere che per quel che riguarda gli individui, contiene il suo opposto. E il segno opposto a quello dei Pesci è il segno della Vergine, che vuol dire logica, analisi, discriminazione e senso pratico. Quindi la dialettica dell’era dei Pesci si è espressa nella tensione tra gli opposti "fede e ragione", "religione e scienza", e nei secoli il pendolo si è spostato tra periodi di romanticismo (Pesci) e di razionalismo (Vergine).

Le stesse tensioni e dinamiche che caratterizzano i periodi storici sono riflesse anche nei singoli individui che sono di passaggio sul pianeta in quel momento. Ognuno di noi contiene e riassume i percorsi dell’umanità nella sua anima, nel suo DNA, nel suo karma e li esprime a livello personale attraverso la specificità del suo tema natale, che è la posizione degli astri nell’esatto momento della sua nascita. Quali sono dunque i compiti e le trappole che ci aspettano nell’emergente Era dell’Acquario?
 
L’individuo e il cosmo

La risposta che ho ottenuto, studiando il segno, è che la nuova dialettica riguarderà (e già riguarda) la scoperta dell’interiorità, dell’Ospite Divino in ognuno di noi, accompagnata dalla necessità di riconoscere che la divinità non solo risiede nei singoli individui ma permea tutta l’esistenza. Sarà la dialettica tra l’individuo e il cosmo, sarà la crescente comprensione dell’interdipendenza di tutte le forme di vita e di tutti i fenomeni della natura: la nascita dell’ecologia cosmica.

Osserviamo un po’ più da vicino le caratteristiche dell’Acquario e del suo segno opposto, il Leone. L’Acquario è un segno di aria, fisso e positivo. Il pianeta che lo governa è Urano. È il segno dell’uomo comune, il segno della democrazia: il governante (Leone) è al servizio del popolo (Acquario). Il simbolo grafico dell'Acquario non si riferisce a onde liquide ma a vibrazioni di energia invisibile che nel corpo possiamo chiamare "prana" e "kundalini", e che corrispondono all’esterno all’elettricità, alle onde radio, ai raggi X, alle correnti cosmiche...

Nella psiche, l’Acquario rappresenta le funzioni dell’intelletto superiore e dell’intuizione, e quindi governa l’idealismo, i concetti astratti, la percezione dello spazio e l’interesse per le esplorazioni spaziali. Nel mondo corrisponde alle collettività, alla società in generale, agli amici, all’amore transpersonale, e alle vie di comunicazione come radio, televisione, computers... alla alta tecnologia.

Il suo lato oscuro può manifestarsi in un eccesivo distacco impersonale: corriamo il rischio di diventare non tanto antropocentrici ma tecnocentrici. Grattacieli e centri commerciali senza anima, finestre che non si aprono, la natura vista solo al televisore nella propria living room, esercizio fisico fatto con macchine... Mi viene da pensare all’amore degli stranieri, specialmente americani,  per la Vecchia Europa con i suoi castelli e palazzi e giardini riccamente ornati che vibrano di aristocrazia (Leone) e di amore per il lusso, per la magnificenza e per la creatività personale (ancora Leone).

Così il compito che ci aspetta sarà quello di riuscire a bilanciare l’individualità con la coscienza collettiva per riuscire a creare una comunità di individui liberi.
 
La responsabilità è in ognuno di noi

In questi ultimi anni in tutto il mondo sono spuntati come funghi “centri”, “gruppi”, “associazioni”, “comunità” che raccolgono persone dagli scopi comuni. Il rispetto per se stessi, e dunque per gli altri, è un ingrediente fondamentale per la coesione. 

Il rispetto per le nostre individualità e per le nostre diversità serve anche a bilanciare una possibile eccessiva enfasi sulle necessità collettive, che ci farebbe dimenticare il bisogno di calore individuale. Come metafora mi viene in mente un ospedale dove ci sia sì efficienza e tecnologia, ma anche gentilezza e rispetto per le singole persone. E questo vale per le scuole, le case per gli anziani, gli uffici e ogni forma associativa.

Negli anni Settanta dicevamo “il personale è politico”,  e avevamo ragione!  Ma che cosa è accaduto di questa intuizione? Forse abbiamo avuto bisogno di viverci la dicotomia in modo totale, per poi raggiungere una sintesi vera e vissuta, e non solo ideale. Il cammino sembra che passi sempre dentro ognuno di noi, a ricontattare la nostra integrità, il nostro cosmo interiore, in una tessitura continua tra dentro e fuori, tra individualità e collettività, tra coinvolgimento e osservazione.

Secondo Jung l’unico modo per aiutare a guarire l’Ombra Collettiva è quello di lavorare assiduamente sulla nostra: osservarci e coglierci nell’attimo in cui accusiamo gli altri per cose che abbiamo represse dentro noi stessi e non abbiamo il coraggio di fronteggiare.

E i tempi della trasformazione incalzano, non ci è più concesso di tergiversare, posporre o fare rattoppi. Tanto più che il pianeta Urano, il governatore del segno, è entrato in Acquario nel gennaio del 1996 e vi transiterà per circa sette anni. Questo significa che sarà un periodo di rafforzamento delle caratteristiche acquariane che coinvolgerà tutti.

Forse qualcuno tra voi si ricorda la canzone Aquarius cantata nel musical Hair della fine anni Sessanta. Alcune delle sue parole dicevano: «This is the dawning of the Age of Aquarius...». Questo è l’inizio dell’Età dellAcquario, un’età di amore, pace, comprensione e rivelazioni mistiche... Allora suonava come un inno alla speranza, ora sta a noi realizzarlo.