Giove il Re

di Rishi Giovanni Gatti, 18 maggio 2002 •

Come tutti sanno, il pianeta Giove rappresenta il principio dell’Abbondanza. Tradizionalmente, abbondanza è sinonimo di fortuna, di cosa buona, ma recentemente, nell’Astrologia moderna, questa interpretazione trova un’applicazione sempre minore, e si tenta di proporre una visione meno indubitabilmente positiva e più “umana”. Si cerca cioè di presentare l’azione del pianeta in modo più equilibrato, quasi asettico, dove l’abbondanza viene sostituita dal principio dell’Espansione, lasciando all’individuo la libertà di “scegliere di espandere” una cosa “buona” ovvero una cosa “cattiva”.

Questa visione moderna è senza alcun dubbio molto più evoluta di quella tradizionale, per la quale Giove segnava il tempo della grande fortuna e Saturno segnava il tempo della grande sfortuna, eppure va chiarita più in profondità, perché altrimenti si rischia di perdere il vero significato potenziale che il Re degli Dei assume in un Oroscopo di nascita.

Il fatto è che Giove è veramente il principio dell’Espansione e dell’Abbondanza, ma molto raramente questa realtà viene realizzata lungo il percorso evolutivo dell’essere umano. Ciò succede, può succedere, per tante ragioni: ambientali, genetiche, educative, di circostanza, eccetera, ma alla base c’è un qualche pensiero pernicioso che si è inserito di soppiatto nella mente e che continua a bisbigliare qualcosa come “non ti meriti l’abbondanza che c’è al mondo” perché “non sei bravo abbastanza, non sei abbastanza fortunato, non vali niente”, oppure perché “sei nato dal peccato originale, perciò devi soffrire”. È inutile nasconderselo: tutti noi abbiamo pensieri del genere, solo alcuni pochi “fortunati” individui illuminati hanno imparato a riconoscerli e quindi a non farsi influenzare da essi, e questi individui sono proprio quelli da prendere ad esempio per indagare in quale modo loro sono riusciti ad incarnare al meglio il simbolismo del loro Giove relativamente all’Oroscopo di nascita.

La posizione di Giove per Segno, Casa e Aspetti planetari può darci infinite indicazioni da seguire per cercare di capire dove il principio dell’Abbondanza e dell’Espansione può essere più facilmente realizzato nel corso dell’attuale incarnazione. Ma questo tipo di analisi non serve a nulla se prima non entriamo in empatia con il pianeta stesso e non ne accettiamo liberamente e profondamente il vero significato guida, che è uno solo: grazie a Giove il nativo può sperimentare in prima persona il diritto naturale all’Abbondanza, alla Grandezza, alla Soddisfazione, al Benessere, e, più importante di tutti, alla Saggezza. Il diritto a diventare i “saggi di se stessi” è il più difficile da realizzare, e soprattutto non è possibile parlarne in astratto, cioè avulsi dall’interezza della Carta natale. Esiste però un aneddoto che ne illustra le possibilità in modo intuitivo, lasciando poi a ciascuno dei lettori il compito di svilupparlo secondo le proprie inclinazioni ed esperienze.

L’aneddoto è molto semplice, lo formuliamo in forma ipotetica, filosofica: se tu fossi un giovane, incerto discepolo di un importantissimo maestro in una qualche forma di arte, o di scienza, o di qualsiasi altra ricerca che eleva l’animo umano, ed il maestro un giorno ti avvicinasse, ti scegliesse, per un breve momento, e ti dicesse qualcosa come «Bravo, sono veramente molto orgoglioso di te!», porgendoti un preziosissimo dono legato alla particolare difficilissima disciplina che stai imparando, che cosa faresti?

La risposta potrebbe sembrare ovvia, ma non lo è affatto. Troppe volte infatti ciascuno di noi non è stato capace di accettare la fortuna tanto agognata, forse perché si presentava in una forma non direttamente riconoscibile, ma di solito perché l’Ego e la falsa modestia in cui si è cresciuti non ci hanno consentito di aprirci all’Abbondanza, al Benessere. Questo è indice di mancanza di saggezza, e nei tempi segnati da Giove il pericolo di mancare le opportunità all’Abbondanza, alla Saggezza, paradossalmente aumenta, alla luce delle ultime scoperte dell’Astrologia moderna.

L’invito è quello, quindi, di cercare di comprendere il significato del pianeta nel nostro Oroscopo, indagando in quale area della nostra vita dobbiamo imparare ad accettare “un dono dagli Dei”. Rifiutare i doni degli Dei è sbagliato. Se aspiriamo ad una condizione migliore, all’Evoluzione, alla Felicità, è stupido immaginare che queste condizioni non esistano, negando l’esistenza della possibilità che un certo giorno “un dono degli Dei” possa arrivare veramente. Una volta realizzato questo, può essere relativamente semplice allargare il concetto e rendersi conto che “gli Dei” non sono altro che il Sé, che se stessi. In quel preciso momento, il simbolismo di Giove si sarà definitivamente attivato nella nostra psiche, avrà raggiunto una fioritura, una maturità completa, e l’energia del pianeta vivrà con noi per sempre.

Nel frattempo, i lettori che si sentono attratti dal pianeta dai mille colori potrebbero cominciare a seguire i suoi movimenti nel Cielo, verificando i passaggi, i transiti, che esso compie nei confronti del proprio Oroscopo. Ad esempio, tra pochi giorni Giove abbandonerà il Segno del Cancro: sarebbe importante, per chi ha importanti punti sensibili del suo Oroscopo in questo segno, cogliere l’occasione per scegliere di dire, ad una persona cara, ad un “discepolo” (ad esempio una madre o un padre nei confronti dei figli, o altre situazioni paragonabili a questa), una frase come questa: “Bravo, sono proprio molto orgoglioso di te”. Ci sono tutte le possibilità per cui questa frase, inaspettata e considerata immeritata o insolita da chi la riceve, sia in grado di fare fiorire l’Abbondanza e la Saggezza, in accordo con le energie planetarie da cui scaturiscono.

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